ATSPACLATESTA

Meglio delinquente che borghese

Sunday, January 28, 2007

C'era una volta l'America


L'origine del presente testo consiste in un saggio di una ventina di pagine consegnato nel 1975 da Giorgio Locchi ad Alain de Benoist per la pubblicazione su Nouvelle Ecole, e mirante come di consueto nella scarna produzione dell'autore a "fare il punto" su una questione dallo stesso considerata importante, in questo caso gli equivoci sull'identità ed il ruolo storico degli Stati Uniti, da cui sino a tale epoca non era stato esente lo stesso ambiente del GRECE. Alain de Benoist ne fu acolpito, aggiunse di suo pugno copioso materiale più direttamente pertinente all'attualità dell'epoca, nonché la maggiorparte delle numerosissime citazioni e riferimenti bibliografici quivi presenti che gli parevano sostenere od illustrare le tesi di Locchi, e lo pubblicò sul n. 27-28 dell'autunno-inverno 1975 della rivista, cofirmandolo sotto lo pseudonimo di Robert de Herte, con il titolo "Il était une fois l'Amérique". Lo stesso saggio fu poi pubblicato in volume in italiano con il titolo Il male americano (LEdE-Akropolis, 1979, nella versione qui riproposta con varie correzioni ed una revisione bibliografica, oggi esaurito) e in tedesco con il titolo Die USA, Europas missratenes Kind (Herbig, München-Berlin 1979).

***

C'era una volta l'America

Che l'Europa potesse un giorno avere come unica aspirazione quella di essere governata da una commissione di controllo americana, Paul Valéry [alias] l'aveva già previsto, con una sorta di «malinconico diletto». Molto prima di lui, Friedrich Nietzsche [alias] aveva denunciato nell'«americanismo» un pericolo mortale per l'Europa. Riferite alla loro epoca, queste profezie non cessano di meravigliarci per la loro lucidità, perché al tempo di Nietzsche, ed anche di Valéry, le nazioni europee vivevano ancora nell'illusione di esercitare una dominazione incrollabile sul mondo e sul loro avvenire: excelsior!

Oggi [il testo è del 1975] questi discorsi non descrivono che una banale realtà. L'Europa non aspira più ad altro che a lasciarsi guidare e fagocitare dall'America: e chiama ciò, pudicamente, «atlantismo». Non ha altro fine che scaricare sugli Stati Uniti le responsabilità che essa ha verso se stessa, e talvolta si arrabbia di non poterlo fare così presto e così completamente come vorrebbe.

C'è qualcosa di più sorprendente. Quegli stessi che si gloriano di difendere la tradizione di un'Europa imperiale e padrona della propria storia non intravedono altra via d'uscita al loro combattimento che all'ombra (o con l'appoggio) degli Stati Uniti. L'equivoco non potrebbe essere più profondo. Esso dimostra la debolezza spirituale d'un Europa pronta (persino nei suoi migliori elementi) a rifugiarsi dietro le apparenze fallaci di un preteso «Occidente» o di un'inesistente, pretesa solidariet7 delle «razze bianche» (1).

Ma, dopotutto, questo non è forse così sorprendente. Dopo essere morto (e ben morto), il grande dio ipocrita e mascherato che regnava sull'Europa si é reincarnato nell'«Asino-che- fa J-A» (Nietzsche), ed era fatale che l'Europa si votasse alla sua adorazione: asino bicefalo, le cui due teste si perdono in uno stesso cielo, l'una fra le nuvole del sogno americano, l'altra fra le nebbie dell'utopia marxista. Questo sogno e questa utopia non sono forse i rifiuti ideologici della vecchia civiltà europea e giudeocristiana, schizofrenica da sempre? Del resto, se l'«ideologia americana» è uno dei rifiuti della civiltà europea, l'America è essa stessa il rifiuto materiale dell'Europa. Tutto quello che l'Europa non sopportava, tutto quello che in Europa non sopportava l'Europa e non si sopportava: puritani alle prese con l'anglicanismo, cattolici perseguitati dai protestanti, protestanti perseguitati dai cattolici, ebrei vittime dei pogrom, affamati che avevano preso in orrore la loro terra, asociali e spostati di ogni sorta - tutto ciò ha dato nascita al popolo americano. Sin dalla sua origine, l'America nasce da un rifiuto dell'Europa, anzi da un odio dell'Europa, da un desiderio di vendetta e di rivincita sull'Europa.

Il testo intero puo' essere scaricato al sito:

Ahttp://www.uomo-libero.com/index.php?url=%2Farticolo.php%3Fid%3D376&hash=

0 Comments:

Post a Comment

<< Home