ATSPACLATESTA

Meglio delinquente che borghese

Thursday, October 26, 2006

THE PLACE OF THE LION



Download at:

http://gutenberg.net.au/plusfifty.html#letterW

C.S. LEWIS: della serie "letture consigliate"


CNN REPORTER WHISPERS THE TRUTH

Saturday, October 21, 2006

Thursday, October 19, 2006

SEMI, WAKE THE FUCK UP!

Wednesday, October 18, 2006

Dervisci Rifa'i visti da un pittore italiano

Tuesday, October 17, 2006

PPP


Io so i nomi dei responsabili di quello che viene chiamato golpe (e che in realtà è una serie di golpes istituitasi a sistema di protezione del potere).

Io so i nomi dei responsabili della strage di Milano del 12 dicembre 1969.
Io so i nomi dei responsabili delle stragi di Brescia e di Bologna dei primi mesi del 1974.

Io so i nomi del "vertice" che ha manovrato, dunque, sia i vecchi fascisti ideatori di golpes, sia i neofascisti autori materiali delle prime stragi, sia, infine, gli "ignoti" autori materiali delle stragi più recenti.

Io so i nomi che hanno gestito le due differenti, anzi opposte, fasi della tensione: una prima fase anticomunista (Milano 1969), e una seconda fase antifascista (Brescia e Bologna 1974).

Io so i nomi del gruppo di potenti che, con l'aiuto della Cia (e in second'ordine dei colonnelli greci e della mafia), hanno prima creato (del resto miseramente fallendo) una crociata anticomunista, a tamponare il 1968, e, in seguito, sempre con l'aiuto e per ispirazione della Cia, si sono ricostituiti una verginità antifascista, a tamponare il disastro del referendum.

Io so i nomi di coloro che, tra una messa e l'altra, hanno dato le disposizioni e assicurato la protezione politica a vecchi generali (per tenere in piedi, di riserva, l'organizzazione di un potenziale colpo di Stato), a giovani neofascisti, anzi neonazisti (per creare in concreto la tensione anticomunista) e infine ai criminali comuni, fino a questo momento, e forse per sempre, senza nome (per creare la successiva tensione antifascista).

Io so i nomi delle persone serie e importanti che stanno dietro a dei personaggi comici come quel generale della Forestale che operava, alquanto operettisticamente, a Città Ducale (mentre i boschi bruciavano), o a dei personaggi grigi e puramente organizzativi come il generale Miceli.

Io so i nomi delle persone serie e importanti che stanno dietro ai tragici ragazzi che hanno scelto le suicide atrocità fasciste e ai malfattori comuni, siciliani o no, che si sono messi a disposizione, come killers e sicari.

Io so tutti questi nomi e so tutti questi fatti (attentati alle istituzioni e stragi) di cui si sono resi colpevoli.

Io so. Ma non ho le prove. Non ho nemmeno indizi.

Io so perché sono un intellettuale, uno scrittore, che cerca di seguire tutto ciò che succede, di conoscere tutto ciò che se ne scrive, di immaginare tutto ciò che non si sa o che si tace; che coordina fatti anche lontani, che rimette insieme i pezzi disorganizzati e frammentari di un intero coerente quadro politico, che ristabilisce la logica là dove sembrano regnare l'arbitrarietà, la follia e il mistero. Tutto ciò fa parte del mio mestiere e dell'istinto del mio mestiere. Credo che sia difficile che il "progetto di romanzo" sia sbagliato, che non abbia cioè attinenza con la realtà, e che i suoi riferimenti a fatti e persone reali siano inesatti.

Credo inoltre che molti altri intellettuali e romanzieri sappiano ciò che so io in quanto intellettuale e romanziere. Perché la ricostruzione della verità a proposito di ciò che è successo in Italia dopo il 1968 non è poi così difficile...

Dal "Corriere della sera" del 14 novembre 1974 col titolo
"Che cos'è questo golpe?"

Monday, October 16, 2006

paesaggi spirituali ...

Un solo rudere…


(Pier Paolo Pasolini 1962 da Poesia in forma di rosa)
Un solo rudere…
Io sono una forza del Passato.
Solo nella tradizione è il mio amore.
Vengo dai ruderi, dalle Chiese,
dalle pale d'altare, dai borghi
dimenticati sugli Appennini o le Prealpi,
dove sono vissuti i fratelli.
Giro per la Tuscolana come un pazzo,
per l'Appia come un cane senza padrone.
O guardo i crepuscoli, le mattine
su Roma, sulla Ciociaria, sul mondo,
come i primi atti della Dopostoria,
cui io sussisto, per privilegio d'anagrafe,
dall'orlo estremo di qualche età
sepolta. Mostruoso è chi è nato
dalle viscere di una donna morta.
E io, feto adulto, mi aggiro
più moderno d'ogni moderno
a cercare i fratelli che non sono più
[Orson Welles recita questa poesia, in una scena del film La ricotta.]

Manifesto del contadino impazzito

Amate pure il guadagno facile,
l'aumento annuale di stipendio, le ferie pagate.
Chiedete più cose prefabbricate,
abbiate paura di conoscere i vostri prossimi e di morire.
Quando vi vorranno far comprare qualcosa
vi chiameranno.
Quando vi vorranno far morire per il profitto,
ve lo faranno sapere.

Ma tu, amico,
ogni giorno fa qualcosa che non possa essere misurato.
Ama la vita. Ama la terra.
Conta su quello che hai e resta povero.
Ama chi non se lo merita.
Non ti fidare del governo, di nessun governo.
E abbraccia gli esseri umani:
nel tuo rapporto con ciascuno di loro riponi la tua speranza politica.

Approva nella natura quello che non capisci,
perché ciò che l'uomo non ha compreso non ha distrutto.
Fai quelle domande che non hanno risposta.
Investi nel millennio... pianta sequoie.
Sostieni che il tuo raccolto principale è la foresta che non hai seminato,
e che non vivrai per raccogliere.
Poni la tua fiducia nei cinque centimetri di humus
Che crescono sotto gli alberi ogni mille anni.

Finché la donna non ha molto potere,
dai retta alla donna più che all'uomo.
Domandati se quello che fai
potrà soddisfare la donna che è contenta di avere un bambino.
Domandati se quello che fai
disturberà il sonno della donna vicina a partorire.
Vai con il tuo amore nei campi.
Risposati all'ombra.

Quando vedi che i generali e i politicanti
riescono a prevedere i movimenti del tuo pensiero,
abbandonalo.
Lascialo come un segnale della falsa pista,
quella che non hai preso.
Fai come la volpe, che lascia molte più tracce del necessario,
diverse nella direzione sbagliata.
Pratica la resurrezione.


W E N D E L L B E R R Y
traduzione di Giannozzo Pucci

BERTINOTTI: un cammino regressivo verso l'infantilismo...


DALLA RIVOLUZIONE ALLA COSIDDETTA DISOBBEDIENZA: si veda l'articolo in proposito di Costanzo Preve al sito:

www.kelebekler.com/occ/prevearticoli.htm

Il banchismo: la vittoria dell'anarchia




Nell'alta finanza l'anarchia regna già da tempo: difatti il sistema
banchista non riconosce alcun potere democratico come supervisore.
Addirittura, la banca più anarchica del mondo è la BCE che prevede
teoricamente di perseguire anche i tentativi di influenzamento
provenienti da ONG democratiche, come ha più volte puntualizzato
l'economista Richard A. Werner. Questa ultima assurdità, che
dimostra l'arroganza di un sistema anarchico impazzito che va contro
gli interessi della comunità, semplicemente perché i suoi interessi
sono contrapposti, dimostra anche come i vari stati europei siano
caduti in una sindrome di Stoccolma nei confronti del sistema
bancario.

Il golpe di Maastricht del 1992, che nessuno chiama "golpe" perché
non si vedevano militari che prendevano il potere, è arrivato al
culmine di un ventennio di stragi e terrorismo usato dai banchieri
per sottomettere i governi democratici ad un giogo incondizionato.
Nel mio prossimo libro, "O la banca o la vita", descriverò
precisamente come una élite bancaria anarchica si è impadronita
sempre più della funzione monetaria, a cominciare dalla strage di
Piazza Fontana voluta per far smettere allo stato la stampa delle
500 lire "biglietto di stato a corso legale".

Nel 1939, il governo tedesco passò una legge fondamentale di riforma
della Reichsbank dove il potere veniva restituito allo stato ed il
consiglio d'amministrazione della banca tedesca sarebbe stato
ritenuto responsabile delle sue azioni. A quel punto, il cda della
Reichsbank dette le dimissioni in blocco e molti fuggirono
all'estero. La legge di riforma prevedeva che le politiche monetarie
dovessero seguire le indicazioni del Reich, proprio per evitare la
situazione di ricatto che si era avuta nel periodo di iperinflazione
del marco, quando la Reichsbank aveva poteri quasi uguali a quelli
che ha ora la BCE.
La legge del 1939 era introvabile su internet, fino a quando sono
riuscito a farla pubblicare dal Museo della Reichsbank, in modo che
ognuno possa giudicare da sé del suo contenuto:
[Reichsbank Act] Gesetz über die Deutsche Reichsbank vom 15. Juni
1939
http://www.verfassungen.de/de/de33-45/reichsbank39.htm

Si noterà che la legge praticamente realizza il punto cinque del
manifesto del Comunismo, dove il potere d'emissione viene auspicato
in mano allo stato. Unico caso in Europa in cui questo avvenne in
modo così conclamato. Il Giappone copiò tale legge nel suo
ordinamento. In Italia, ci si limitò a richiedere la proprietà
pubblica della Banca d'Italia.

Nel dopoguerra, questa mancata indipendenza delle banche tedesca e
giapponese furono il vero motore della enorme ripresa che ebbero
questi due paesi: fino al golpe del 1992 che avvenne, con modalità
differenti, anche in Giappone.

La riforma del 1939 portò ad un rinsaldarsi dei rapporti economici
dell'asse, cosa che venne stroncata con la modifica della legge da
parte degli "alleati" il primo marzo 1948.

Il 18 aprile 1948, cominciò la serie di elezioni truccate in Italia
che avrebbero portato al sistema partitico-politico pseudo-
democratico in cui siamo oggi.

(continua, purtroppo...)

Saturday, October 14, 2006

Nella gabbia di Pound la verità sulla democrazia americana



di Luca Leonello Rimbotti - 08/10/2006


Un uomo che fece dei maltrattamenti subiti un preciso motivo di resistenza culturale, da cui scaturirono le sue espressioni più celebri


Ezra Pound La notte tra il 15 e 16 novembre 1945, all’uscita del campo di concentramento del Disciplinary Training Camp di Pisa, una jeep scoperta americana trasportava un anziano e malconcio prigioniero ammanettato. Indebolito e stordito dai molti mesi di carcere duro, rinchiuso in una gabbia all’aperto, esposto al sole e alla pioggia, il vecchio era atteso a Roma da un aereo speciale che, dopo trenta ore di volo e un paio di scali, giunse a Washington. Qui l’aspettavano un processo per alto tradimento, il rischio della condanna a morte, la diffamazione, infine lunghi anni di internamento nel manicomio criminale di St. Elisabeth. Il primo anno lo passò segregato in completo isolamento, in una cella senza finestre, senza contatti con l’esterno. Del resto, sono conosciuti i sistemi carcerari di quel grande Paese. Pound verrà liberato soltanto nel 1958, scosso, ma per nulla distrutto da un’esperienza allucinante: una foto famosa lo ritrae, appena sbarcato a Venezia, nell’atto di fare un sorridente saluto romano davanti ai fotografi.

Ezra Pound, Canti pisani. Edizione con testo a fronte Il trattamento riservato a Ezra Pound dai suoi concittadini americani è noto. Per aver parlato durante la guerra dai microfoni di Radio Roma contro la guerra, contro quella guerra, gestita dagli usurocrati e fatta pagare ai popoli, Pound passò un’interminabile via crucis, che avrebbe fiaccato molti caratteri meno robusti del suo. Anzi, egli fece dei maltrattamenti subiti un preciso motivo di resistenza culturale, e proprio dai periodi più bui scaturirono alcune tra le pagine più celebri e sbalorditive della sua enigmatica, caleidoscopica vena poetica. Leggendo la testimonianza di Piero Sanavio La gabbia di Pound (Fazi Editore), veniamo di nuovo a contatto con una vicenda esemplare di quella lotta che si svolse nel Novecento, culminata nella Seconda guerra mondiale, e che non fu solo una questione di accaparramento delle risorse del pianeta, ma fu lotta politica, ideologica, soprattutto culturale e di civiltà. Pound è una delle più alte espressioni del fatto che, dal 1939 al 1945, furono in gioco i fondamenti stessi della visione del mondo europea, e che non si trattò affatto di un regolamento di conti tra differenti imperialismi, ma tra opposte maniere di concepire la vita e i rapporti politici e sociali in una moderna società.

Piero Sanavio, La gabbia di Pound Il libro di Sanavio – che conobbe il poeta, lo visitò più volte al manicomio di Washington e in seguito anche a Parigi – è una sorta di diario dei contatti con una delle personalità più inclassificabili e geniali del secolo scorso. Purtroppo, l’autore – che ci tiene a dirci che fu attratto, fin da giovane studioso, dalla poetica poundiana, ma per nulla dalle sue inclinazioni politiche – sottopone il suo interessante resoconto a una serie di suoi personali giudizi, di cui il lettore interessato a Pound farebbe anche a meno. Venuti a conoscenza che Sanavio considera quello fascista “un governo criminale” e Mussolini “insopportabilmente italiano”, siamo più tranquilli e ci possiamo volgere alla vicenda di Pound. Il quale aveva idee non omologate e del tutto indipendenti, e questo proprio a differenza di Sanavio, che si mostra provincialmente innamorato dell’America e del sistema liberale, e compreso quello liberticida dei Roosevelt e dei Truman.

Ezra Pound, I Cantos Pound ammirava Mussolini – e ammirò anche Hitler, e a chiare lettere – per una politica sociale che, bene o male, intendeva sottrarre il lavoro alle grinfie della speculazione finanziaria, che invece negli Stati Uniti costituiva il vero potere, allora esattamente come oggi. Dare al lavoratore la giusta paga, la dignità, la certezza di vivere in un sistema organico, in un ordine commisurato all’uomo, semplice e giusto, liberato dalle programmate alterazioni monetarie che arricchiscono gli speculatori, e che conducono alla rovina i popoli. Questo il Fascismo di Pound. E questo fu anche il Fascismo di Mussolini, quando, soprattutto dagli anni trenta, comprese che la questione del secolo era la lotta allo strozzinaggio liberista, prima e più ancora che al comunismo.

Finquando il Fascismo non parve che un caso locale di banale ordine borghese, di messa a posto dei sindacati socialcomunisti, non mancarono, a Londra come a New York, parole d’elogio per la soluzione italiana. Ma in seguito, quando lo stesso Fascismo assunse le dimensioni di una rivoluzione europea che investiva i rapporti economici internazionali, tale da minacciare le consolidate posizioni del liberalismo mondiale, le cose presero un’altra piega. Allora, contro il tentativo fascista di organizzare i popoli partendo dal lavoro e proteggendolo dalla speculazione, l’America e la sua succursale anglo-francese si dettero a brigare per lunghi anni. E, al momento buono, seppero cogliere l’occasione di politica internazionale che volevano, per passare direttamente all’eliminazione fisica del contendente: nulla di cambiato, come si vede, nei comportamenti liberali, dal 1939 fino ad oggi.

Ezra Pound Quando, in Oro e lavoro, Pound scrisse che “questa guerra non fu un capriccio di Mussolini, e nemmeno di Hitler. Questa guerra è un capitolo della lunga tragedia sanguinaria che s’iniziò colla fondazione della Banca d’Inghilterra nel lontano 1694”, metteva il dito su una piaga liberista particolarmente sensibile. Quando poi, aggiungeva che “dopo l’assassinio del Presidente Lincoln nessun tentativo serio contro l’usurocrazia venne fatto sino alla formazione dell’Asse Berlino-Roma”, dovette apparire chiaro che Pound si era fatto dei potenti nemici a casa propria.

The Cantos of Ezra Pound L’affermazione che “non i mercanti di cannoni ma i trafficanti del danaro stesso hanno creata questa guerra, hanno create le guerre a serie, da secoli, a piacer loro, per creare debiti, per poi sfruttarne l’interesse”, presupponeva di aver saputo gettare lo sguardo al di là della retorica propagandistica delle “grandi democrazie”, ben addentro al marcio verminaio che ne regola i comportamenti politici, a far data per lo meno – calcolava Pound - dal momento in cui, dopo la Gran Bretagna nel secolo XVII, il secolo della fondazione liberale, anche gli Stati Uniti erano caduti preda della finanza internazionale, durante la guerra civile tra Nord e Sud. La genialità di Pound, oltre i suoi meriti di poeta “dantesco”, universale, consiste proprio in questo suo eccezionale intuito nella comprensione degli eventi contemporanei. Un intuito che, non di rado, è stato anche irriso, compatito, prendendo il poeta per un visionario, un povero fissato, ossessionato da bizzarre manìe: la teoria monetaria di Gesell, la lotta al monopolio, l’usura… Nulla di più facile che farne un pazzo. Oppure, come fanno gli esponenti della “sinistra” europea illuminata, quelli, per intenderci, che amano l’introvabile America buona e libertaria: nulla di più facile che farne un semplice stravagante, un genio che non capiva nulla di politica, uno che per ingenuità si mise a braccetto di una banda di criminali. Questo è il lavoro sporco dei progressisti alle prese con la grande cultura fascista internazionale, che si tratti di Heidegger o di Pirandello, di Hamsun o di Mishima: separare con l’ascia del pregiudizio gli uomini di cultura dalle loro convinzioni ideologiche, farne dei fantocci inanimati, degli alienati dal proprio mondo e dalle proprie idee. In fondo, il giudizio di un Sanavio su Pound, nonostante una scontata ammirazione per lo scrittore o il personaggio, non si dimostra lontano da quello espresso dal governo liberale americano: un alienato, appunto, un “diverso”. Quindi, secondo la logica della “democrazia” puritana, un pazzo.




Una vita da profeta
Nato il 30 ottobre 1885 in Idaho (USA), dopo gli studi Ezra Pound si trasferisce nel 1908 in Europa, da lui già conosciuta in svariati viaggi. A Venezia pubblica i suoi primi versi, A lume spento, e si stabilisce a Londra, dove rimarrà fino al 1920. Di cultura enciclopedica ed eclettica, attratto dalla letteratura provenzale e stilnovista come da quella confuciana, a Londra promuove la nascita di due tra i movimenti letterari d’avanguardia più importanti del tempo, l’imagismo e il vorticismo, in cui si fondevano astrattismo fotografico, futurismo, neo-orfismo e cubismo. In questo periodo, tra gli altri, conobbe e frequentò Joyce, Eliot, W.Lewis, W.B.Yeats, di cui condivise l’interesse per i gli aspetti esoterici della tradizione culturale europea. Dopo numerosi viaggi e soggiorni anche in Italia, nel 1920 si trasferisce a Parigi con la moglie Dorothy e nel 1924 a Rapallo. Lavora ai primi Cantos, collabora a riviste e giornali stranieri e italiani, tiene conferenze in varie città, scrive poesie, saggi, persino musica e uno sceneggiato, Le fiamme nere. Il 30 gennaio 1933 è ricevuto da Mussolini, nel 1934 scrive Jefferson e/o Mussolini: si fa più intenso il suo interesse per la politica sociale fascista. Nel 1939, dopo l’ultimo viaggio negli USA, inizia la collaborazione al “Meridiano di Roma” di Interlandi, nel 1941 quella a Radio Roma, nel 1943 a “Il popolo di Alessandria”. Aderisce alla RSI: nel 1944 scrive alcuni pamphlet contro il sistema guerrafondaio americano: L’America, Roosevelt e le cause della guerra presente e Oro e lavoro. Arrestato il 3 maggio 1945, è rinchiuso nella gabbia del campo di concentramento di Pisa, dove scrive i Canti pisani. Internato in manicomio a Washington, vi rimane dodici anni. Nel 1958 si trasferisce nei pressi di Merano dalla figlia e in seguito, dopo vari soggiorni e ricoveri a Rapallo e a Genova, si reca infine a Venezia, dove muore il 1° novembre 1972.

Tratto da Linea dell'8 maggio 2005

CHI TRAE VANTAGGIO DAL TRAFFICO DELL'OPPIO AFGHANO?


DI MICHEL CHOSSUDOVSKY
Global Research

Le Nazioni Unite hanno dichiarato che la coltivazione del papavero da oppio in Afghanistan è cresciuta vertiginosamente e che ci si aspetta un suo incremento del 59% nel 2006. Si stima che la produzione di oppio sia aumentata del 49% relativamente al 2005.

I media occidentali in coro danno la colpa ai talebani e ai signori della guerra. Si è detto che l'amministrazione Bush è impegnata a mettere un freno al traffico di droga dall'Afghanistan: " Gli Usa sono i principali sostenitori di un'enorme manovra per liberare l'Afghanistan dall'oppio..."

Tuttavia con un'amara ironia, la presenza delle truppe Usa piuttosto che sradicare il traffico di droga è servita a favorirlo.

Ciò che i giornalisti omettono di dire è che il governo talebano, con il supporto e la collaborazione dell'Onu, era funzionale alla messa a punto e al successo di un programma di lotta alla droga.

Effettuato nel 2000-2001, il programma di lotta alla droga dei talebani portò ad un declino del 94% nella coltivazione dell'oppio. Nel 2001, stando ai dati Onu, la produzione di oppio era diminuita a 185 tonnellate. Subito a seguire l'invasione delle truppe Usa nell'ottobre del 2001, la produzione è drammaticamente aumentata riportandosi ai suoi livelli storici.

Il Dipartimento Onu per le Droghe e il Crimine [UNODC n.d.t.] con base a Vienna stima che il raccolto del 2006 sarà nell'ordine di 6,1 tonnellate, pari a 33 volte i suoi livelli di produzione nel 2001 sotto il governo talebano (una crescita del 3200% in cinque anni).

La coltivazione nel 2006 ha raggiunto un record di 165.000 ettari, comparati ai 104.000 del 2005 e ai 7.606 del 2001 sotto i talebani (vd tabella sotto)

Traffico multimiliardario di dollari

Stando all'Onu, nel 2006 l'Afghanistan fornisce qualcosa come il 92% della fornitura mondiale di oppio, che viene usato per fabbricare eroina.

L'Onu stima che per il 2006, il contributo del mercato della droga all'economia afghana sia nell'ordine di 2,7 miliardi. Quello che omette di dire è che più del 95% dei proventi generati da questo lucroso contrabbando va a finire ai gruppi d'affari, al crimine organizzato e alle istituzioni bancarie e finanziarie. Una percentuale molto piccola finisce ai coltivatori e ai commercianti del paese produttore.

(Vedi anche UNODC, L'economia dell'oppio in Afghanistan, http://www.unodc.org/pdf/publications/afg_opium_economy_www.pdf , Vienna, 2003, p. 7-8)

"L'eroina afghana si vende sul mercato internazionale dei narcotici a 100 volte il guadagno ottenuto dai contadini per il proprio raccolto sul campo”. (Dipartimento di Stato Usa riportato dalla Voice of America (VOA), 27 Febbraio 2004).

In base alle vendite complessive e ai prezzi al dettaglio sui mercati occidentali, i guadagni prodotti dal mercato della droga afghana sono colossali. Nel luglio del 2006, il prezzo al dettaglio dell'eroina era nell'ordine delle 54 sterline, ovvero dei 102 dollari al grammo.

Narcotici sulle vie dell'Europa occidentale

Un chilo di oppio produce circa 100 grammi di eroina (pura). 6100 tonnellate di oppio portano alla produzione di 1220 tonnellate di eroina pura al 50%.

La purezza media dell'eroina tagliata può variare. In media è del 36%. In Inghilterra raramente supera il 50%, mentre negli Usa può essere nell'ordine del 50-60%.

In base alla struttura dei prezzi inglesi dell'eroina tagliata, i profitti complessivi del mercato dell'eroina afghana sarebbero nell'ordine di 124,4 miliardi di dollari assumendo che la sua purezza sia pari al 50%. Assumendo una purezza del 36% e un prezzo medio come in Inghilterra, il valore liquido delle vendite di eroina afghana sarebbe nell'ordine dei 194,4 miliardi di dollari.

Per quanto questi dati non rappresentino stime precise, nondimeno essi danno un'idea della grandezza di questo multimiliardario traffico di narcotici fuori dell'Afghanistan. In base al primo dato ad offrire una stima contenuta, il valore liquido di queste vendite, una volta raggiunto il dettaglio sui mercati occidentali, è di oltre 120 miliardi di dollari all'anno.

(Vedi anche le nostre stime dettagliate per il 2003 in The Spoils of War: Afghanistan's Multibillion Dollar Heroin Trade, di Michel Chossudovsky, L'UNODC stima che il prezzo medio dell'eroina al dettaglio nel 2004 fosse nell'ordine di 157 dollari al grammo, in base ad una percentuale media di purezza.)

Narcotici: secondi al mercato del petrolio e delle armi

Le stime precedenti sono in accordo con la valutazione dell'Onu relativamente alle dimensioni e alla grandezza del mercato mondiale di droga.

Il commercio afghano di oppiacei (92% della produzione globale) rappresenta una larga quota del giro mondiale annuo degli stessi, stimato dalle Nazioni Unite intorno a 400-500 miliardi di dollari.

(Douglas Keh, Drug Money in a Changing World, Technical document No. 4, 1998, Vienna UNDCP, p. 4. Vedi anche United Nations Drug Control Program, Report of the International Narcotics Control Board for 1999, E/INCB/1999/1 Nazioni Unite, Vienna 1999, p. 49-51, e Richard Lapper, UN Fears Growth of Heroin Trade, Financial Times, 24 Febbraio 2000).

Sulla base dei dati del 2003, il traffico di stupefacenti rappresenta "il terzo tra i maggiori beni economici in termini di denaro liquido dopo il petrolio e il traffico d'armi" (The Independent, 29 Febbraio 2004).

L'afghanistan e la Colombia sono le più vaste economie produttrici di droga del mondo, ad alimentare una fiorente economia criminale. Questi paesi sono pesantemente militarizzati. Il commercio della droga è protetto. Ampiamente documentato è il ruolo centrale giocato dalla Cia nello sviluppo dei triangoli della droga in America Latina ed in Asia.

L'FMI ha stimato il riciclaggio globale di denaro tra 590 miliardi e 1,5 triliardi di dollari all'anno, a rappresentare tra il 2 e il 5% del PIL globale. (Asian Banker, 15 Agosto 2003). Una larga quota del riciclaggio mondiale di denaro come stimato dal FMI è legata col traffico di narcotici.

Il giro d'affari legale e il mercato illegale sono interconnessi

Dietro ai narcotici vi sono potentati economici ed interessi finanziari. Da questo punto di vista, il controllo geopolitico e militare sulle vie della droga è altrettanto strategico che quello sul petrolio e sugli oleodotti.

Inoltre, i dati di cui sopra ad includere quelli sul riciclaggio di denaro, confermano che il grosso dei proventi relativi al traffico globale di narcotici non va ai gruppi terroristi e ai signori della guerra, come suggerito dal rapporto dell'UNODC. Nel caso dell'Afghanistan, il Dipartimento Onu per le Droghe e il Crimine stima che appena 2,7 miliardi vanno all'Afghanistan come proventi. Stando al Dipartimento di Stato Usa "i profitti della droga afghana supportano i Talebani e i loro attacchi terroristici contro gli Stati Uniti , i loro alleati e il governo afghano" (affermazione, dell’ ” Appropriations, foreign operations, export financing and related programs subcommittee” del Congresso. 12 Settembre, 2006)

Comunque, ciò che distingue il mercato dei narcotici da quello dei beni legali è che i narcotici rappresentano una delle principali fonti per la produzione di ricchezza non solo per il crimine organizzato ma anche per i servizi segreti Usa, che sempre più interpretano un potente ruolo sul piano finanziario e bancario. Questo rapporto è stato documentato da diversi studi inclusi gli scritti di Alfred McCoy. (Drug Fallout: the CIA's Forty Year Complicity in the Narcotics Trade. The Progressive, 1 Agosto 1997).

In altre parole, servizi segreti, potentati d'affari, commercianti di droga e crimine organizzato competono per il controllo strategico sulle vie dell'eroina. Una larga fetta di questi proventi multimiliardari dovuti al traffico di narcotici sono depositati nel sistema bancario occidentale. La maggior parte delle principali banche internazionali insieme alle proprie affiliate nei paradisi fiscali riciclano grandi quantità di narcodollari.

Questo mercato può solo prosperare finchè i principali soggetti coinvolti con i narcotici avranno "amici nelle alte sfere della politica". Imprese legali e illegali sono vieppiù interconnesse, il confine che separa la "gente d'affari" dai criminali è confuso. Al contrario, il rapporto tra criminali, politici e membri dei servizi segreti ha corrotto le strutture dello Stato ed il ruolo delle sue istituzioni incluso l'Esercito.

Articolo correlato: The Spoils of War: Afghanistan's Multibillion Dollar Heroin Trade, di Michel Chossudovsky, July 2005

Tabella 1

Coltivazione del papavero da oppio in Afghanistan

Anno Produzione annua (tonnellate) Ettari coltivati
1994 71,470 3,400
1995 53,759 2,300
1996 56,824 2,200
1997 58,416 2,800
1998 63,674 2,700
1999 90,983 4,600
2000 82,172 3,300
2001 7,606 185
2002 74,000 3400
2003 80,000 3600
2004 131,000 4200
2005 104,000 3800
2006 165,000** 6100**


Fonte delle statistiche: Nazioni Unite (http://www.unodc.org/pdf/afg/afghanistan_opium_survey_2004.pdf)

Droga e democrazia



Stupefacenti! Jene, deputati, cocaina, opinione pubblica.
di Gabriele Adinolfi - 13/10/2006

Fonte: Noreporter [scheda fonte]

Mio figlio mi ha fatto notare come l’umanità si sia accorta all’improvviso che le partirte sono truccate, che gli arbitri sono venduti, che le letterine sposano i calciatori e che per far strada in televisione le donne fanno le mignotte. Tutte queste verità banali e scontatissime una volta annunciate sui media ci hanno stupiti tutti. Incredibile ma vero: ci si stupisce di quello che si sa da sempre. Stiamo davvero alla frutta!

Nella linea di tutto ciò, o forse sarebbe meglio dire nella striscia, eccoci oggi tutti stupiti perché le Jene hanno fatto ammettere a molti deputati che fanno uso di cocaina e di altre bazzecole. Che è una novità, una sorpresa, che i signori e le signore in questione sniffano e ricercano sensazioni proibite da borghesi annoiati?

Eppure il cielo si è aperto all’improvviso di fronte a tale rivelazione. Casini, che sta cercando di fare le scarpe a Berlusconi, se n’è uscito con la richiesta di un test anti-doping. Come nel calcio, e come se nel calcio il controllo non venisse regolarmente eluso con sistemi banali…

Per Casini, che si vuol moralizzatore e demagogo, è essenziale che gli italiani sappiano quali dei loro “rappresentanti” sono tossicodipendenti.

E perché di grazia?

Chissenefrega se i nostri soldi questi signori e signor(in)e li sperperano in polverine bianche o in altre idiozie?

Il problema è ben altro. Il problema è che questa gente che costa a tutti un occhio della testa non serve assolutamente a niente.

A cosa serve un deputato e un senatore se non a presentare e approvare leggi e leggine fatte da banchieri, finanzieri, costruttori e altri pescicani? Serve a riempirsi le tasche e a fare show in televisione; non sempre a livelli d’avanspettacolo come l’Alessandra Nipotini, è vero, ma sempre e solo a fare show.

Al punto dove siamo arrivati sarebbe meglio che se ne andassero tuti a casa e ci lasciassero dominare, schiacciare e derubare direttamente da quei pescicani di cui sopra per conto dei quali essi, in Parlamento come in Senato, si muovono a bacchetta.

Ne guadagneremmo tutti; non solo risparmiando il denaro che gettiamo per lor signori e i loro spacciatori, ma anche in serietà. Meglio vederla in faccia questa dittaura antipopolare che perderci negli spettacoli della tele/democrazia.

Il problema, signori, non è che sono drogati, il problema è che sono deputati.

IL GRANDE PARASSITA


Il grande parassita
AFIMO, Abbacco FIlosofico della MOneta
http://digilander.libero.it/afimo/sinarchia01.htm

Dal 1500 ad oggi le istituzioni sociali, economiche e politiche del mondo hanno subito un sovvertimento totale. Le tappe fondamentali di tale sovvertimento sono state: la rivoluzione protestante, la rivoluzione inglese, la rivoluzione americana, la rivoluzione francese, la rivoluzione russa, la 1ª e la 2ª guerra mondiale, e il patto di Yalta.
Oggi "viviamo in una delle più decisive epoche della storia e nessuno se ne rende conto, nessuno lo comprende... La rivoluzione mondiale avanza inarrestabile verso i suoi ultimi risultati... Chi predica la sua fine o crede addirittura di averla sconfitta non l'ha compresa... La lotta si combatte anche nell'interiorità del singolo uomo, sebbene egli non lo sappia affatto. Per questo così pochi giungono a vedere chiaramente da quale parte essi veramente si trovano"; sono parole di Oswald Spengler(1), l'insigne studioso dei cicli storici. Esse esprimono esattamente la tragedia dell'uomo contemporaneo, convinto di essere libero, ed arbitro del proprio destino, senza avvedersi del grande parassita, che tende reti di sfruttamento e di dominio sull'umanità intera.

In verità, di questo parassita non si parla in alcun libro. Nessun giornale, nessuna radio, nessuna televisione lo menziona mai. La gente di ogni parte della terra, nella sua compatta generalità, ne ignora l'esistenza. Eppure esiste. E celato nell'ombra, occultamente trae la sua linfa vitale dal sudore, dalle fatiche, e dalle sofferenze dell'umanità intera.
Fuori di metafora, il grande parassita dell'umanità è il potere economico mondiale. Il potere economico mondiale è il padrone del Mondo.
"Autorizzato ad emettere moneta, e a controllare il sistema monetario di un paese, non mi preoccupo di certo di chi fa le leggi!", era solito affermare Mayer Amschel Rothschild, iniziatore nel XVIII secolo della maggiore dinastia di banchieri mai apparsa fra gli uomini.
Sulla medesima falsariga concettuale si esprimeva William Paterson, fondatore nel 1694 della Banca d'Inghilterra: " La Banca guadagna grazie agli interessi maturati su denaro creato dal nulla".

Ecco, queste due frasi, accuratamente omesse dalle pagine di tutti i libri "ufficiali" di storia oggi esistenti, sono già in grado, pure nella loro estrema concisione e stringatezza, di dare bene il senso della trama d'inganni, nella quale il grande parassita avviluppa il mondo intero, grazie ad un abilissimo e paziente lavoro di sovvertimento del modo di pensare e di vivere degli esseri umani(2), giornalmente condotto innanzi negli ultimi cinque secoli con un coerente processo rivoluzionario, iniziatosi con la pubblicazione delle 95 tesi di Lutero e giunto alla sua fase più avanzata e significativa con la "spartizione del mondo" orchestrata da Roosevelt e da Stalin.
Occorre a questo punto precisare, per una esigenza di chiarezza propedeutica nell'esposizione, che il potere economico mondiale non è un soggetto indeterminabile e quindi generico. È reale e concreto.

Il potere economico mondiale è costituito dai manipolatori di capitali, ossia dai grandi speculatori internazionali, i quali formano tutti insieme l'usurocrazia mondiale, vale a dire la tirannia dell'usura su tutti i popoli del mondo.
Il potere economico mondiale agisce prevalentemente per mezzo delle società anonime di capitali.
Queste ultime sono strumenti per dare vita alle banche ed alle multinazionali di produzione e di commercio, che sono le strutture operative nelle quali si sostanzia l'impero mondiale del capitale.
È attraverso di esse, infatti, che il potere economico mondiale si procaccia parassitariamente le ricchezze, sfruttando il lavoro e l'ingegnosità altrui.

Nell'opinione pubblica è generalizzato l'equivoco che le strutture anzidette operino soltanto in quella parte del mondo oggi organizzata secondo gli schemi economico-politico-sociali del liberalcapitalismo.
Ciò non è assolutamente vero. Le medesime strutture di dominio sono compiutamente operanti anche nella restante parte del mondo, ossia in quella attualmente di pertinenza del socialcomunismo.
Il libro intitolato "Vodka-Cola", di Charles Levinson(3), è una buona fonte d'informazioni al riguardo. In particolare, esso documenta:

a) che le principali banche dell'area liberalcapitalista, prime fra tutte quelle targate Morgan(4) e Rockefeller, hanno proprie filiali nei paesi socialcomunisti, e che le banche dell'area socialcomunista hanno anch'esse filiali proprie nei paesi liberalcapitalisti;

b) che i governi del sistema socialcomunista affittano i loro lavoratori, a basso salario e senza diritto di sciopero, alle multinazionali del sistema liberalcapitalista;

c) che l'economia liberalcapitalista sorregge quella socialcomunista con un flusso continuo di credito agevolato.

Un dossier pubblicato dal periodico OP Nuovo nel maggio 1982 ha reso noto inoltre che la Gosbank , cioè la banca centrale sovietica, è una società per azioni, con partecipazione di capitali privati stranieri. Luigi d'Amato, docente universitario e giornalista, scriveva sul "Giornale d'Italia" del 21 giugno 1982: "La storia del grande capitale finanziario è quella di un potere demoniaco; essa gronda sangue". Questa frase lapidaria condensa molto bene i tre millenni di storia che è necessario prendere in considerazione, qualora si voglia avere una visione chiara, inclusiva di ogni nesso causale, circa l'origine e l'evoluzione del sistema di potere dei manipolatori di capitali. Insegna infatti Giacinto Auriti(5) che la radice originaria del lunghissimo processo storico, che in epoca moderna ha condotto all'avvento tra i popoli dell'usurocrazia mondiale, è situata appunto tre millenni addietro nel tempo; per l'esattezza, al 1250 a .C., momento presunto dell'esodo degli ebrei dall'Egitto.

Note
(1) O. Spengier, "Anni decisivi", Edizioni del Borghese, Milano 1973.
(2) A. Bonatesta, "Il sovvertimento intellettuale come premessa delle rivoluzioni politiche del mondo moderno", in "L'uomo libero" n°9 del gennaio 1982, Milano.
(3) C. Levinson, "Vodka-Cola", Ed. Vallecchi, Firenze 1978.
(4) MORGAN GUARANTY TRUST, è il nome della famosa banca dell'oppio: agli inizi del diciottesimo secolo, i Morgan divennero i principali banchieri per tutte le famiglie di mercanti di Boston, e con la mediazione della First National Bank of Boston, si impadronirono di una discreta fetta del traffico dell'oppio con l'Estremo Oriente, coprendo l'operazione col mettere a disposizione la maggior parte dei fondi per l'università di Harvard. Ma le loro operazioni in Estremo Oriente servivano agli inglesi come canale ufficiale per i traffici d'oppio. Le famiglie dell'oppio del secolo scorso sono infatti le stesse che siedono nei consigli di amministrazione delle grandi centrali finanziarie di oggi. "La polizia ed il governo federale americani dovrebbero investigare attentamente sul caso dei Morgan per la stretta associazione esistente tra la banca Morgan Guaranty Trust e quella che è stata identificata come la direzione delle banche inglesi coinvolte nel traffico della droga" (Kalimtgis - Goldman - Seunberg, "Droga S.p.A. La guerra dell'oppio", Ed. Logos, Roma, 1980). Polizia e governo italiani dovrebbero anch'essi allora investigare attentamente sull'attività di Ciampi in merito ai suoi rapporti con la Morgan Guaranty Trust: "Gazzetta Ufficiale n. 284 del 04 -12-1998: [...] Art. 4: Alla Morgan Guaranty Trust Company of New York, in qualita' di Fiscal Agent, cosi' come previsto dagli accordi, in premessa menzionati, e' affidata l'esecuzione delle operazioni relative all'annullamento dei certificati rappresentativi dei titoli spettanti agli aventi diritto, di cui all'art. 4 del citato decreto del 10 aprile 1995. Di dette operazioni il Fiscal Agent dara' comunicazione al Tesoro, entro e non oltre la prevista data di rimborso, e provvedera' alla restituzione dei predetti titoli e cedole, debitamente annullati. Il presente decreto sara' trasmesso all'ufficio centrale di ragioneria per i servizi del debito pubblico e sara' pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana. Roma, 25 novembre 1998. Il Ministro: Ciampi" (cfr. http://gazzette.comune.jesi.an.it/284/8.htm).
(5) G. Auriti, "L 'ordinamento internazionale del sistema monetario, Ed. Solfanelli, Chieti, 1981.

PINOCCHIO IN ARTE MAGO


Nella fiaba più amata, si svelano i misteri dell'astrologia, dei tarocchi, della cabala, creando un vero e proprio viaggio iniziatico.

Questo libro riunisce la ricerca nell'ambito esoterico, applicata alla fiaba di Pinocchio. Nessun particolare viene dimenticato, partendo dall'aspetto psicologico, a quello legato al magico mondo dei tarocchi, ove ogni lamina si abbina ai passi salienti della celebre fiaba.
L'interpretazione alchemica svela, nel racconto, una serie di misteriose coincidenze, legate anche al cammino esoterico della Massoneria. Non viene tralasciata l'analisi astrologica, né quella che vede Pinocchio come simbolo lunare.
Per concludere, appaiono argomenti assolutamente nuovi, ovvero l'interpretazione cabalistica e numerologica della storia e quella legata all'antico e magico alfabeto runico.


PREFAZIONE

Tracciare un contorno esoterico alla figura di Pinocchio - nella fiaba di Collodi - significa profanare un sogno. Vuole dire dissolvere l'icona più amata dell'infanzia, per recuperarne i contenuti più intimi, manifestare le parti nascoste e legarle insieme col il filo rosso della magia, che regna sovrana in ogni percorso umano. in ogni cammino teso ad esaltare la conquista della luce. Se l'uomo ha sempre cercato la perfezione e la conoscenza, ha anche sentito l'esigenza di rivelare questa ricerca attraverso allegorie e metafore, portando a concentrare la visione mentale, con spinta centripeta, fino al raggiungimento del significato occulto.
Tutta la natura è ricca di metafore, che sono prese in considerazione per il fatto che un simbolo fornito dalla natura richiama una funzione vitale che, a sua volta, sottintende una potenza, una causa invisibile, che il ricercatore devo conoscere, o meglio, ri-conoscere ed assaporare.
Così, di fronte al linguaggio muto dei simboli, occorre sacrificare l'immagine visibile, bruciare l'icona, depauperandola delle sovrastrutture, per renderla nuda visione dell'essenza, lato nascosto di una verità approvata.
Nella cultura ebraica questo processo di dissolvimento è insito nella natura delle parole, che sono composte da lettere il cui significato va oltre il valore fonetico, e si esprime - per ogni segno grafico - nella consapevolezza, nella spezialità e nella temporalità, facendole vibrare di energie cosmiche, connesse ai numeri. L'alchimista, invece, usa il fornello per sciogliere la materia e recuperare l'anima del metallo da trasformare in oro, per poi coagulare di nuovo il composto, divenuto immortale.

Pinocchio si è già guadagnato l'immortalità di fiaba tra le più amate dai bambini, la ricerca di questo testo tenderà quindi a specificarne i contenuti magici, che lo proiettano nel novero delle opere più articolate da un punto di vista simbolico, favorendo una rilettura della storia del famoso burattino.

Monia Perulli
Direttore Editoriale

Wednesday, October 11, 2006

der arbeiter

«Con quali mezzi l’umano sconfigge il demoniaco, e non parlo
dell’uomo assoluto, bensì dell’uomo di oggi, dell’uomo storico,
che non vive più nell’era delle evocazioni monoteistiche,
ma nell’epoca venuta dopo Nietzsche,[…]nell’epoca delle
tempeste d’acciaio e degli orizzonti imperiali? La risposta è:
l’uomo occidentale della nostra epoca sconfigge il demoniaco
con la forma, il suo demonismo è la forma, la sua magia è l’elemento
tecnico-costruttivo, la sua cosmogonia glaciale recita: la creazione
è l’anelito della forma, l’uomo è il grido che chiede espressione,
lo Stato è il primo passo in questa direzione, l’arte il secondo,
altri non ne conosciamo».
Gottfried Benn

Un libro per LSI


Note di Copertina

Gli aspetti più oscuri dell’occultismo sono spesso stati associati, a torto, con i fenomeni negativi della cosiddetta ‘magia nera’. Se molto si è scritto sul “Sentiero della Mano Destra”, basato sul principio creativo maschile e sul culto del Sole, rarissimi sono gli studi seriamente documentati sul “Sentiero della Mano Sinistra”, praticato dai seguaci del principio creativo femminile e della Luna. Ciò è dovuto in gran parte al sospetto con cui si è guardato in passato a certe pratiche non convenzionali e all’uso dell’energia sessuale come strumento di risveglio del Serpente di Fuoco, la Kundalini. È oggi possibile, grazie a un approccio più illuminato, pubblicare alcuni di questi ‘segreti occulti’ rimasti celati per oltre duemila anni, anche grazie all’opera di alcuni esponenti moderni di tali Misteri, come Aleister Crowley, Charles Stansfeld Jones, Austin Osman Spare e Michael Bertiaux.

Dall'anticipazione:
Questo libro spiega aspetti dell'occultismo che sono spesso confusi con la "magia nera". Suo scopo è di ripristinare il Sentiero della Mano Sinistra e di re-interpretare i suoi fenomeni alla luce di alcune delle sue più recenti manifestazioni.

Indice - Sommario

La sostanza psico-sessuale dell'Ombra

Il Tarocco africo-tantrico del Kala

Il culti draconiano dell'Antico Khem

Il Tantra della Mano Sinistra e il culto del Serpente di Fuoco - I

Il Tantra della Mano Sinistra e il culto del Serpente di Fuoco - II

Il culto della Bestia (Aleister Crowley) - I

Il culto della Bestia (Aleister Crowley) - II

Frater Achad e il culto di Ma-Ion

Il culto del Serpente Neo (La Couleuvre Noire) - I

Il culto del Serpente Neo (La Couleuvre Noire) - II

I Sortilegi di Zos (Austin O. Spare)

Glossario Bibliografia

Indice analitico

PEKORARO SKANNIO




PEKORARO SKANNIO, l'unico vero erede di Ernst Rohm... vittima dell'intolleranza sessuale hitleriana. Fratelli uniti in un unico destino...

Tuesday, October 10, 2006

TIME

Chi non si è soffermato davanti al severo

e tetro strumento che si accompagna

alla falce nella destra del dio

e le cui linee ripetè Durer?

Dall'apice aperto il cono inverso

lascia cadere la sabbia minuziosa,

oro graduale che si libera e riempie

il concavo cristallo del suo universo.

Nei minuti della sabbia mi sembra

di sentire il tempo cosmico: la storia

che racchiude nei suoi specchi la memoria

o che il magico Lete ha dissolto.

La colonna di fumo e quella di fuoco,

Cartagene e Roma e la loro stretta guerra,

Simone Mago, i sette piedi di terra

che il re sassone offre al re norvegese,

tutto trascina e perde questo instancabile

filo sottile di sabbia numerosa.

Non mi salverò io,fortuita cosa

di tempo, che è materia così friabile."

(da "L'orologio a sabbia" di Jorge Luis Borges)

a proposito di banche...

"che cosa è lo sfondare una banca, di fronte al fondare una banca" Bertold Brecht

      "Mi si consenta di battere e controllare la moneta di un Paese e dopo non mi importerà chi siano i suoi governanti". (Meyer Amschel Rothschild).

"Dubito che all'uomo della strada farà piacere apprendere che le banche possono fabbricare - come difatti fabbricano - danaro. La massa di danaro in circolazione varia unicamente per l'intervento delle banche, mediante la dilatazione lo la contrazione del credito. Ogni credito o conto allo scoperto crea danaro. E coloro che controllano il credito di un Paese, ne dirigono la politica governativa e hanno in pugno i destini di quel popolo". (Reginald Mc, Kenna, membro della Camera dei Comuni, discorso tenuto alla Midland Bank, génnaio 1924)

"Un potere illimitato e una dominazione economica dispotica si trovano concentrati in pochissime mani. Questo potere diviene particolarmente sfrenato quando sia esercitato da coloro che, controllando il danaro, amministrano il credito e ne decidono la concessione. Essi somministrano - per così dire - il sangue all'intero organismo economico e ne arrestano la circolazione quando loro convenga; tengono in pugno l 'anima della produzione, in guisa che niuno osi respirare contro la loro volontà". (S.S. Pio XI, Enciclica "Quadragesimo Anno").

La razza di seth


Seth

The ancient Egyptian god of chaos, the embodiment of hostility and even of outright evil. He is also a god of war, deserts, storms, and foreign lands. As the god of deserts he protects the caravans which travel through the desert, but he also causes sandstorms which bring him into conflict with the fertility god Osiris. The two are adversaries and in the Osiris myths, Seth killed his brother and scattered the remains all over Egypt. Seth belongs to the Ennead of Heliopolis and is the son of Geb and Nut (or Re and Nut). He is the brother of Osiris, Isis, and Nephthys, who is sometimes given as his consort, although Seth is more commonly associated with the foreign, Semitic goddesses Astarte and Anat. During the 3rd millenium BCE Seth replaced Horus as the tutelary deity of the pharaohs, but the story of Osiris' murder gained currency and Horus was restored to his original status. The war that followed lasted eighty years, during which Seth tore out Horus' left eye and Horus tore off Seth's foreleg and testicles. Eventually, Horus emerged victorious, or was deemed the victor by the council of the gods, and thus became the rightful ruler of the kingdoms of Lower and Upper Egypt. Seth was forced to return the eye of Horus and was either castrated or killed. In other versions he went to live with the sungod Re, where he became the voice of thunder. In the Book of the Dead, Seth is called "Lord of the Northern Sky" and is held responsible for storms and cloudy weather.

Despite his reputation, Seth has some good characteristics. He protects the sun barge of Re during its nightly journey through the underworld and he fights the snake-like monster Apep. On the other hand, he was a peril for ordinary Egyptians in the underworld, where he was said to seize the souls of the unwary.

Seth was portrayed as a man with the head of undeterminable origin, although some see in it the head of an aardvark. He had a curved snout, erect square-tipped ears and a long forked tail. He was sometimes entirely in animal form with the body similar to that of a greyhound. Animals sacred to this god where the dog, the jackal, the gazelle, the donkey, the crocodile, the hippopotamus, and the pig. There was an important sanctuary at Ombos in Upper Egypt, his reputed birthplace, and considered to be the home of his cult. This cult was also prominent in the north-eastern region of the Nile delta. The Greeks equated him with their Typhon.

Vers un nouveau « Nomos de la terre »
Alain de Benoist
Seuls les imbéciles peuvent croire que ce qui se passe à l’autre bout du monde ne nous concerne pas. A l’ère de la globalisation qui, d’une certaine façon, a déjà aboli l’espace et le temps, tous les grands évènements qui se produisent en un endroit ou l’autre du globe nous affectent également. Et ils nous affectent d’autant plus que la globalisation marque aussi la fin d’une configuration générale du monde et l’amorce de ce que Carl Schmitt a appelé un nouveau « Nomos de la Terre » . L’ancien Nomos eurocentrique avait disparu au lendemain de la Première Guerre Mondiale. Après 1945, la Terre a été soumise au condominium américano-soviétique. Celui-ci s’est effondré à son tour avec la fin de la guerre froide. La question qui se pose aujourd’hui, avec une acuité chaque jour grandissante, est celle-ci : nous dirigeons-nous vers un monde unipolaire, qui serait inévitablement dominé par la seule grande puissance existant aujourd’hui, les Etats-Unis d’Amérique, ou vers un monde multipolaire – un pluriversum – constitué de grands ensembles géopolitiques et de creusets de civilisation continentaux, qui pourraient être autant de pôles de régulation de la globalisation ?

On peut reprocher beaucoup de choses aux Américains, mais certainement pas d’oublier de penser le monde de demain. Ils le pensent au contraire, et ils le pensent globalement, ce qui leur a permis de trouver un diable de rechange. De même qu’ils utilisaient hier le communisme soviétique comme repoussoir, pour se poser en tête de pont du « monde libre« , ils instrumentalisent aujourd’hui l’islamisme pour s’imposer encore à leurs alliés et les convaincre de participer à une lutte dont le but est d’asseoir leur domination absolue sur le monde. Les grandes lignes de cette offensive globale étaient tracées dès septembre 2000, avant même l’arrivée de George W. Bush à la Maison-Blanche, dans le « Projet pour un nouveau siècle américain » (Project for a New American Century), dont le titre était à lui seul parlant.

Envisagées depuis au moins le début des années 1990, les guerres en Afghanistan et en Irak, continuation de la première guerre du Golfe de 1991 et de l’attaque par l’OTAN de l’ex-Yougoslavie (1991-2001), s’inscrivent dans un programme plus vaste visant, d’une part, à prendre le contrôle des sources de production énergétique, d’autre part à empêcher l’émergence de tout rival ou que ce soit dans le monde. L’encerclement de la Russie, la libéralisation des marchés et les « réformes » imposés sous l’égide du FMI en Europe de l’Est et dans les Balkans, qui ont eu pour conséquence la déstabilisation des économies nationales, vont dans le même sens. Il s’agit de recoloniser une vaste région s’étendant des Balkans à l’Asie centrale, tout en assurant l’hégémonie de la Mer sur la Terre. Guerre et globalisation vont ainsi de pair. La militarisation soutient la conquête de nouvelles frontières économiques visant à imposer la société de marché à l’échelle planétaire.

Rien pourtant ne se déroule comme prévu. Une série de conquêtes militaires triomphales devait transformer le Golfe persique en un condominium américano-israélien, mais l’Irak s’enfonce chaque jour un peu plus dans la guerre civile et le chaos. Rien n’est réglé en Afghanistan, redevenu sous la houlette américaine le premier Etat narco-trafiquant du monde. Et, malgré les efforts déployés, de nouvelles puissances se profilent à l’horizon : la Chine en premier lieu, bien sûr, mais aussi l’Inde et le Brésil.

Le budget militaire annuel des Etats-Unis (400 milliards de dollars) représente aujourd’hui l’équivalent du produit intérieur brut d’un pays comme la Russie. Mais à l’époque des guerres asymétriques, la supériorité technique et militaire n’emporte plus nécessairement la décision. On l’a vu en Irak comme au Liban : le recours à de massifs bombardements aériens – en attendant les armes nucléaires tactiques qui pourraient être employées demain contre l’Iran –, ne parvient pas à venir à bout d’une résistance populaire aguerrie, bien entraînée et jouissant du soutien actif de la population. George W. Bush a déjà fait tuer en Irak plus d’Américains qu’il n’en est mort dans les tours du World Trade Center. A Washington comme à Tel-Aviv, on mène une politique fondée sur le principe qu’il n’y a pas de partenaire pour la paix et que la puissance militaire permet d’atteindre tous les buts recherchés. La vérité est qu’il n’existe pas de solution militaire pour des problèmes fondamentalement politiques.

La nouvelle agression israélienne du Liban, conçue et préparée de longue date en concertation avec Washington, avait pour objectif de détruire la résistance libanaise, de préparer de nouvelles guerres contre la Syrie et l’Iran, de déstabiliser l’Etat libanais et de détruire ses infrastructures. Elle s’inscrivait dans un plan général de remodelage du « nouveau Proche-Orient » voulu par les Etats-Unis, qui se traduirait par le démantèlement de plusieurs Etats (Liban, Iran, Syrie, Jordanie, Egypte, Arabie séoudite) et la généralisation du chaos. Pour l’heure, elle s’est soldée par une victoire du Hezbollah, désormais soutenu par une vaste majorité de Libanais de toutes confessions, et par un total fiasco de l’armée israélienne qui, malgré les massacres auxquels elle s’est livrée, n’est parvenue à atteindre aucun de ses objectifs. Mais la guerre au Liban n’était elle-même que le premier round de la guerre contre l’Iran. C’est pourquoi la même diabolisation qui avait été orchestrée autour des ´†armes de destruction massive†ª que l’Irak était censé posséder, se développe aujourd’hui avec comme prétexte les légitimes ambitions nucléaires de Téhéran.

En Amérique latine, o_ les Etats-Unis sont intervenus militairement des dizaines de fois en un siècle, on a aussi changé d’ère. On en est sorti de l’époque des guérillas, des dictatures militaires brutales et des coups d’Etat fomentés par Washington. La contestation tend à s’exprimer désormais démocratiquement – par la force de la politique, non par la politique de la force. Et elle est de moins en moins conforme aux intérêts américains.

Dans la période de transition que nous traversons, les inconnues restent bien entendu nombreuses. Personne ne sait ce que fera la Chine de la formidable puissance dont elle est en train de se doter. De pareilles incertitudes pèsent sur la Russie, o_ Vladimir Poutine, apparemment plus soucieux de rétablir l’autorité de l’Etat que de satisfaire aux demandes du peuple, ne parvient pas ‡ se sortir de sa guerre coloniale en Tchétchènie. Dans le monde arabo-musulman, le fait le plus important n’est pas un quelconque « conflit de civilisation » , mais la rivalité et parfois la lutte violente qui opposent sunnites et chiites. Des alliances continentales et transcontinentales (les axes Paris-Berlin-Moscou, Moscou-Pékin-Téhéran, Caracas-Buenos Aires-Rio de Janeiro) s’esquissent, qui menacent la thalassocratie américaine.

Sur cet échiquier, la grande absente est l’Europe. Loin de penser le monde de demain, elle ne se soucie que de gérer les affaires du présent. Elle n’a pas de volonté spécifique, elle ne cherche pas à se doter des moyens de la puissance. Petit à petit, on la voit céder aux exigences de Washington. Et les pays qui la composent sont même incapables de s’entendre sur les finalités de la construction européenne. Pourtant, les échéances sont là. Un nouveau « Nomos de la Terre » va de toute façon se mettre en place. Monde unipolaire ou multipolaire†? La course de vitesse est engagée.

Monday, October 09, 2006

In evening I'm used to have just a soup...

SIGNORAGGIO

Cos'è il signoraggio: pensate ad un terreno su cui si è edificato un paese chiamato "Mondo Occidentale". In questo paesone grezzo e arrogante non funziona un cazzo. La gente inspiegabilmente si ammala, i medici la curano per anni con delle sofisticate e costose medicine ma la gente muore come mosche. I semafori non funzionano, il traffico è tremendo, i parcheggi non si trovano, la delinquenza è padrona, i prezzi sono alti, i politici litigano sempre ma sono grassi e quando è sera vanno tutti sghignazzando nella stessa trattoria. Nonostante ci sia sole e vento in quantità funziona tutto col petrolio che non c'è e che bisogna rubare ad un paese vicino e ammazzare quelli che si lamentano ma sono terroristi cattivi e vanno bruciati vivi, tanto poi si dirà che son segnalazioni o che il fosforo aiuta la memoria. Tutti sono corrotti ma principalmente i cittadini si lamentano della forfora e i comici più in voga e ammirati parlano del colore sbagliato con cui si sono dipinte le panchine del parco. Qualche pazzo urla di scavare a fondo e capire perché tutto è chiavica, ma il popolo stesso lo denuncia con una accusa gravissima: "maleducato". I bambini crescono storti, la TV lava i cervelli e i cuori di tutti entrando subdolamente dall'altro canale. I soldi ci sono ma non ci sono, li metti in banca e quelli, i banchieri, li moltiplicano come conigli viagrati ma solo per prestarli a strozzo, se vai a riprenderti i tuoi senza avvisare ti guardano male. Alla fine, dopo 200 anni di guerre consecutive si apre una voragine e si vede il sotto del paese: c'è una caverna enorme, ci sono i grassi banchieri che stampano a più non posso quelle banconote che per averle i paesani hanno dato la vita (qualcuno anche i fianchi e tutto il resto). Quella moneta cosi malvagiamente creata è moneta sporca, radioattiva, quindi l'intero paese è radioattivo. Allora le medicine non servivano a nulla!? ma le pagavamo care e proprio con quella carta malamente colorata! tutto è inquinato, tutto è radioattivo, ecco perché i semafori andavano in tilt, ecco perché c'era traffico e si arrivava tardi al lavoro. tutto era a prestito e tutto era malato ecco perché i prezzi erano alti ecco perché i politici non risolvevano nulla, erano loro stessi a tenere nascosta la caverna. Ma allora il colore delle panchine del parco non erano il vero problema? Dove sono quei comici-santoni? eccoli li, eccone uno bello cicciotto a braccetto di quel banchiere! Prendetelo Acciuffatelo! Ora dovrà rispondere di tutto quanto, più il 5%. (sandropascucci 0.93)

Sunday, October 08, 2006

Omaggio 3

Omaggio 2

Karol...

Un omaggio a Andrea Pazienza: 1

Saturday, October 07, 2006

PER L.S.I.

Alle prossime elezioni votate i VERDI!

Il Partito Ecologista, o Verdi, rappresenta l'unica alternativa al presente sistema socio economico fondato sul capitalismo, oggi tristemente avviato ad un lento suicidio consumistico. Il nostro motto: NATURA, DEMOCRAZIA, DIRITTI UMANI, GUERRE UMANITARIE (per difendere gli oppressi e promuovere la pace), SINISTRA, BERTINOTTI, ILONA STALLER.

Per un vero cambiamento, non dare ascolto ai finti democratici: VOTA I VERDI!

nice colours..

TABULA SMARAGDINA

È vero senza menzogna, certo e verissimo.
Ciò che è in basso è come ciò che è in alto
e ciò che è in alto è come ciò che è in basso
per fare i miracoli della cosa una.

E poiché tutte le cose sono e provengono da una,
per la mediazione di una,
così tutte le cose sono nate da questa cosa unica
mediante adattamento.

Il Sole è suo padre, la Luna è sua madre,
il Vento l'ha portata nel suo grembo,
la Terra è la sua nutrice.
Il padre di tutto, il fine di tutto il mondo è qui.
La sua forza o potenza è intera se essa è convertita in terra.

Separerai la Terra dal Fuoco, il sottile dallo spesso
dolcemente e con grande industria.
Sale dalla Terra al Cielo e nuovamente discende in Terra
e riceve la forza delle cose superiori e inferiori.

Con questo mezzo avrai la gloria di tutto il mondo
e per mezzo di ciò l'oscurità fuggirà da te.
È la forza forte di ogni forza:
perché vincerà ogni cosa sottile e penetrerà ogni cosa solida.

Così è stato creato il mondo.
Da ciò saranno e deriveranno meravigliosi adattamenti,
il cui metodo è qui.
È perciò che sono stato chiamato Ermete Trimegisto,
avendo le tre parti della filosofia di tutto il mondo.
Ciò che ho detto dell'operazione del Sole è compiuto e terminato.

Nessuno

«Tutto accade. Tutto ciò che sopravviene nella vita di un uomo, tutto ciò che si fa attraverso di lui, tutto ciò che viene da lui, tutto questo accade. [...] L'uomo è una macchina. Tutto quello che fa, tutte le sue azioni, le sue parole, pensieri, sentimenti, convinzioni, opinioni, abitudini, sono i risultati di influenze esteriori [...] movimenti popolari, guerre, rivoluzioni, cambiamenti di governi, tutto accade. [...] L'uomo non ama, non desidera, non odia -tutto accade.»